martedì 14 settembre 2021

RECENSIONE CINQUE INDAGINI ROMANE PER ROCCO SCHIAVONE

 

CINQUE INDAGINI ROMANE PER ROCCO SCHIAVONE * Antonio Manzini * Sellerio editore * pagg.248

Questo volume riunisce i racconti pubblicati in diverse antologie di questa casa editrice, a partire da "Capodanno in giallo". Raccolti assieme, permettono di ricostruire quello che può chiamarsi l'antefatto del vicequestore Rocco Schiavone. Un poliziotto tutt'altro che buonista, piuttosto eccentrico nei panni del nemico del crimine. Di mattina, per darsi lo slancio si accende uno spinello; quando capita, non disdegna qualche affaruccio con la refurtiva di un colpo sventato; è rozzo con tutti, brutale con i cattivi, impaziente con le donne. Ciononostante chi legge le sue avventure lo vorrebbe amico. Per punizione, i comandi lo trasferiranno in mezzo alla neve di Aosta, dove sono ambientati i romanzi che gli hanno dato tanta notorietà. Intanto, nelle storie di questo volume, lo incontriamo prima del forzato trasloco. Sa che sta per dire addio alla città amata, ma non sa quale sia il suo destino. In questa incertezza, il passato lo stringe da ogni parte scolpendo il suo pessimismo, nutrendo la sua malinconia. Percorre Roma, luoghi familiari, vecchie conoscenze, mentre nel suo modo sfaticato intuisce soluzioni impensate agli enigmi criminali. E questi hanno sempre sfondi di oscura umanità. Tanto che i suoi difetti appaiono l'altra faccia, necessariamente antiretorica, della medaglia della viva pietà per i derelitti e del grande dolore che una volta gli ha straziato il cuore. Insomma, sembra una specie di angelo caduto.




🌟🌟🌟🌟

Una raccolta di racconti collocati temporalmente prima dell'arrivo ad Aosta del vicequestore per delineare con un tratto più deciso e marcato il carattere di Schiavone.

I racconti qui riuniti sono:

- L'accattone;

- Le ferie di agosto;

- Buon Natale, Rocco;

- La ruzzica de li porci;

- Rocco va in vacanza.

Da divorare tutti insieme o centellinarli per continuare ad affezionarsi a Rocco. Ormai i romanzi di Manzini  sono una sorta di "rifugio" perché la sua scrittura è una certezza, una conferma. 

giovedì 2 settembre 2021

RECENSIONE PULVIS ET UMBRA

PULVIS ET UMBRA * Antonio Manzini * Sellerio editore * pagg. 416



Lei uccisa per errore da chi pensava di colpire Schiavone, quell'Enzo Baiocchi che ritorna ad agitare la mente e i sogni del vicequestore. E mentre Rocco è ancora oggetto di insinuanti sospetti da parte dei vertici della polizia, e reagisce disinteressandosi a ogni attività della questura di Aosta, il cadavere di un transessuale affiora nelle acque della Dora; per prima cosa si procede a perquisire la casa del morto, ed ecco la prima sorpresa: l'appartamento risulta totalmente vuoto, né un mobile, né un vestito, e neanche un foglio di carta, come fosse passato al setaccio fitto. Nessuno dei vicini si è accorto del trasloco, tutti fingono di non sapere; ma cosa c'è dietro la facciata di quella rispettabile palazzina di Aosta che appartiene per intero a un unico inquietante proprietario? Quando anche il giudice Baldi decide di glissare sul caso del transessuale, l'odore dei servizi segreti arriva alle narici di Schiavone più forte di quello dell'erba. Su quel caso che molti vogliono far apparire un omicidio senza importanza Schiavone può fare luce solo ignorando le procedure e agendo a modo suo; ma ha anche altro per la testa, trovare Enzo Baiocchi in fuga per scampare alla vendetta di Sebastiano, una corsa contro il tempo all'inseguimento dell'amico e dell'assassino...

🌟🌟🌟🌟🌟


Il rischio di una serie di romanzi, legati alle vicende di un personaggio, può essere quello di annoiare il lettore ripetendo aspetti già trattati e dando la percezione che la produzione di altri volumi sia legata ad una richiesta commerciale più che alla prolificità dello scrittore.

Non è questo il caso. La penna di Manzini sforna novità, approfondisce aspetti che alimentano la voglia di leggere ancora. 

Un'altra indagine sì, ma stavolta Rocco Schiavone dovrà vedersela con direttive provenienti da "piani superiori" che ostacoleranno le sue indagini e le indirizzeranno su una pista che non gli appartiene.

Da sottofondo lo scontro interiore tra la sete di giustizia, come dovere morale di un poliziotto che serve lo Stato e, l'obbedienza che deve allo stesso Stato e che non porterà alla verità.

Pur dovendosi piegare a ciò, il vicequestore saprà prendersi le sue rivincite anche se non appagheranno completamente il suo senso del dovere.

Non manca il passato di Schiavone. Torna e lo fa agganciandosi al suo presente, portandolo a fare il pendolare tra Aosta e Roma e sperare così di poterlo mettere a tacere.

Qui l'animo di Rocco sarà ancor più sofferente per la presenza di Marina che, pian piano, sta diventando sempre più assenza. 

RECENSIONE IL FILO ROSSO

 

IL FILO ROSSO * Paola Barbato * Piemme editore * pagg.384




Dopo l'omicidio di sua figlia, e l'abbandono da parte della moglie, Antonio decide di lasciarsi alle spalle un passato doloroso e si trasferisce in un piccolo paese di provincia a condurre una vita piatta, monotona, sempre uguale a se stessa. Per cinque anni funziona, sopravvive. Finché, una mattina, un morto viene trovato nel cantiere dove lavora... all'apparenza sembra un incidente, ma presto Antonio scopre che quel ritrovamento non è casuale. Qualcuno ha voluto lasciargli un messaggio, a cui ne seguono altri. Tutti diversi, tutti da decifrare, ma con un unico intento: risvegliare la sua sete di vendetta. Trascinato nelle maglie di un piano di cui non tiene le fila, Antonio scoprirà la sua vera natura.

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Non leggevo un thriller così avvincente da tempo.

Un thriller che lavora sul lettore in modo così approfondito, dal punto di vista psicologico, tanto da manipolarti fino a farti "cadere la mascella" al termine della lettura.

Qui la vera protagonista è la vendetta, che diventa linfa vitale per chi cerca giustizia, non avendola avuta dalle autorità preposte.

La vendetta come filo rosso che lega coloro che sopravvivono a dolori atroci come la perdita di un figlio per mano di un uomo che, di umano ha solo le sembianze.

La scrittura della Barbato, con i suoi intermezzi che riflettono i pensieri più reconditi dei vari personaggi, cattura, attira, ipnotizza per poi spiazzarti.

Un libro difficile da leggere per chi non è forte emotivamente.

Bella scoperta. Voglio recuperare altro. 

domenica 29 agosto 2021

RECENSIONE TUTTO SARA' PERFETTO

 

TUTTO SARA' PERFETTO * Lorenzo Marone * Feltrinelli editore * pagg. 297 

La vita di Andrea Scotto è tutto fuorché perfetta, specie quando c'è di mezzo la famiglia. Quarantenne single e ancora ostinatamente immaturo, Andrea ha sempre preferito tenersi alla larga dai parenti: dal padre Libero Scotto, ex comandante di navi, procidano, trasferitosi a Napoli con i figli dopo la morte della moglie, e dalla sorella Marina, sposata, con due figlie e con un chiaro problema di ansia da controllo. Quando però Marina è costretta a partire lasciando il padre gravemente malato, tocca ad Andrea prendere il timone. È l'inizio di un fine settimana rocambolesco, in cui il divieto di fumare imposto da Marina è solo una delle tante regole che vengono infrante. Tallonato da Cane Pazzo Tannen, un bassotto terribile che ringhia anche quando dorme, costretto a stare dietro a un padre ottantenne che non ha affatto intenzione di farsi trattare da infermo, Andrea sbarca a Procida e torna dopo anni sui luoghi dell'infanzia, sulla spiaggia nera vulcanica che ha fatto da sfondo alle sue prime gioie e delusioni d'amore e tra le case colorate della Corricella scrostate dalla salsedine. E in quei contrasti, in quell'imperfetta perfezione che riporta a galla ferite non rimarginate ma anche ricordi di infinita dolcezza, cullato dalla brezza che profuma di limoni, capperi e ginestre o dal brontolio familiare della vecchia Diane gialla della madre, Andrea troverà il suo equilibrio.




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"In che senso?"

Leggere questo libro vuol dire lasciarsi cullare da parole che, come una ninna nanna ti coccolano e poi, come il canto delle sirene, ti ammalia per portarti nei fondali più cupi dell'animo.

Quei fondali dove pensavi di non dover tornare più perché tutto sepolto da sabbia e rocce di un tempo ormai passato. 

Ma il terremoto della vita, quando meno te lo aspetti, smuove tutto per riportarlo a galla. 

Sembra quasi che sia necessario mettere ogni cosa in ordine prima di concludere il proprio percorso. La vita lo esige e ce ne chiede conto.

Marone colpisce e affonda.

La perfezione che incanala in regole il trascorrere del tempo non reggerà alla forza dei ricordi, degli odori, delle radici che strariperanno nel presente.

Andrea, Marina e Libero dovranno fare i conti con la forza impetuosa del passato che esige di essere svelato e riconosciuto.

Marone con la sua penna toglie dolcemente ogni strato di pelle per arrivare nel profondo, dolorosamente fino allo strato che non pensavi di possedere per scoprire poi, di poter vivere e convivere con rimpianti, nostalgie, fotografie di istanti che sbiadiscono, ma che non si cancellano definitivamente.. Basta "scorgere la bellezza che ci circonda. Ricorda: la vita è un chiaroscuro perenne, ma ogni tanto attorno a noi arriva la luce giusta a illuminare le cose e a renderle perfette. Bisogna accorgersene. E' tutta qui la differenza fra chi campa davvero e chi spreca il suo tempo"

venerdì 20 agosto 2021

RECENSIONE IL GIORNO DEL SACRIFICIO

 

IL GIORNO DEL SACRIFICIO * Gigi Paoli * Giunti Editore * pagg.. 416



È un lunedì mattina di fine settembre a Firenze, ma il cielo meravigliosamente azzurro fa pensare a una giornata d’estate e niente lascia presagire l’incubo in cui la città sarà risucchiata di lì a poche ore. A bordo della sua auto il reporter Carlo Alberto Marchi si sta dirigendo a caccia di notizie verso Gotham City, il futuristico Palazzo di Giustizia, quando una telefonata allarmante del capocronista gli intima di correre subito al polo universitario lì vicino: è successo qualcosa di molto grave, qualcosa di cui ancora si sa ben poco. Un muro di poliziotti e ambulanze impedisce il passaggio a studenti e curiosi, e le voci si susseguono: «Pare che sia morto qualcuno», «Ho sentito delle urla», «Qualcuno è entrato armato». Quando Marchi riesce finalmente a farsi strada, non è preparato a quello che sta per vedere: sangue dappertutto, una decina di studenti a terra, alcuni corpi coperti pietosamente da lenzuola bianche. Un attentato? Le prime testimonianze confermano i dubbi più spaventosi: tra quei cadaveri si trova anche l’autore della carneficina, che dopo aver sparato all’impazzata si è ucciso urlando “Allah Akbar”. Firenze si risveglia nel terrore, il panico si scatena in città, soprattutto quando le televisioni di tutto il mondo trasmettono un videomessaggio ricevuto da fonte anonima. Sullo sfondo della cupola del Duomo divorata dalle fiamme, una voce annuncia: «Crociati della città di Firenze, siamo qui. Il Giorno del Sacrificio sta finalmente arrivando anche per voi». È evidente che ci sarà un nuovo, terribile attentato. Ma dove? Rimangono solo cinque giorni per scoprirlo e stavolta Marchi, alla ricerca di risposte tra misteriosi interpreti arabi, ingegneri nucleari uccisi, Imam e rabbini pacifisti, si troverà a mettere a rischio la sua stessa vita…

🌟🌟🌟🌟🌟


Un salto di qualità rispetto ai precedenti romanzi. 

La storia vede sempre impegnato Carlo Alberto Marchi con la sua cronaca giudiziaria, ma stavolta dovrà sfruttare le proprie conoscenze per avere maggiori informazioni non su un "semplice" fatto di cronaca, ma su una questione di carattere internazionale. 


Qui Gigi Paoli si rivela ancor più uno scrittore di grande professionalità, serio, poco scontato e che conferma la costruzione di un personaggio, come quello di Carlo Alberto, che continua a colpirmi per la sua grande umanità.

"Ero al servizio del lettore, ovviamente, ma se il servizio al lettore favoriva i delinquenti, era un servizio sbagliato. E sarei stato un pessimo giornalista."

Non privandoci dei dettagli storici della sua amata città, l'autore in quest'ultimo romanzo ci fornisce delle pause costituite da riflessioni messe in bocca al giornalista che rimarcano il suo carattere e che, allargando quella nicchia di vita privata, mostrano lati del suo carattere fino ad ora tenuti in ombra da una grande umiltà e voglia di mantenere un apparente stato di tranquillità raggiunto con non poche difficoltà.


"Fu quella notte che la pesantezza della mia solitudine mi si attaccò addosso come quella colla che ti rimane sulle dita: una seconda pelle appiccicosa che non riesci a tirare via. Ero solo."


Storie diverse, apparentemente slegate, si dipanano in diversi punti della città. Paoli, senza disordine, senza confusione, le fa convergere verso un unico comune denominatore. Tutto sarà chiaro, senza alcun dubbio tutto sarà illuminato, ma con suspence, tensione e... un sospiro di sollievo (?). Questo non velo dico. Dovete leggerlo! 

domenica 15 agosto 2021

RECENSIONE MAI DIRE MAI PIU'

 

MAI DIRE MAI PIU' * Elena Vestri * Giunti editore * pagg. 216


Arianna ha 64 anni, una merceria, una figlia e una "migliore amica" che è tutto il contrario di lei. Arianna viene lasciata (la prima volta aveva quarant'anni ed era incinta di sette mesi) e Federica, l'amica, lascia, perché è bellissima, ricca e molto spericolata. Arianna lavora, legge e sbaglia sistematicamente look. Federica ama, viaggia e resta favolosa nonostante il passare dei decenni. Purtroppo, quando Federica si fidanza con Emanuele, che ha trent'anni, anche Arianna finisce nei guai. Perché Emanuele ha un padre, e che padre! Giacomo Fulgenzi, primario dell'ospedale locale: lo definivano "il Doug Ross del Santa Anastasia" e non si contano le infermiere, anestesiste, specializzande e colleghe che sono cadute vittime del suo fascino. Dal rapporto fra Arianna, Federica, Giacomo ed Emanuele nascono scontri, baci e assurdi tentativi di procreazione. A complicare le cose si inseriscono nel gioco anche un bellissimo ex marito, una figlia molto decisa e un piccolo paese marinaro, dove il cielo stellato fa perdere la testa.


🌟🌟✫

Una storia che si legge in poche ore per mostrare che, anche dopo gli "anta" certe emozioni, che si pensava fossero andate in pensione, tornano a lavorare alacremente. 

Piacevole, scorrevole, ma con poco spessore.

Anche il finale così scontato, tanto da ritenerlo poco credibile

domenica 8 agosto 2021

RECENSIONE LA FRAGILITA' DEGLI ANGELI

 

LA FRAGILITA' DEGLI ANGELI * Gigi Paoli * Giunti editore * pagg. 304





Sono giorni di angoscia per Firenze dopo la misteriosa scomparsa di un bambino di quattro anni che stava giocando nel giardino della sua casa in collina: di lui rimane solo la piccola bicicletta grigia, appoggiata a un albero. Mano a mano che passano i giorni, le speranze di ritrovare Stefano in vita si affievoliscono, e in città si torna a respirare lo stesso terrore dei tempi del "Mostro", il famigerato serial killer che uccideva e mutilava le coppiette appartate in campagna. Per il giornalista di cronaca giudiziaria Carlo Alberto Marchi e il suo collega della "nera", l'Artista, sono ore di ansia e lavoro frenetico fra la redazione, i luoghi del delitto e un Palazzo di Giustizia sempre più cupo, proprio come il suo soprannome: Gotham. Un'inchiesta serrata che non dà tregua agli inquirenti, la tenace pm Simonetta Vignali, grande amica di Marchi, e il capo della Mobile Settesanti, segnato da un passato violento che non gli concede sconti. A dare una svolta alle indagini sarà l'inaspettata confessione di uno studente di psicologia: è stato lui a uccidere Stefano, per poi abbandonarne il corpo sulle rive dell'Arno. Sta dicendo la verità? O si tratta solo di un mitomane? E mentre le sponde del fiume vengono battute a tappeto, un altro colpo di scena riaccende la paura. In una celebre basilica sulle oscure colline di Firenze viene ritrovata una lettera anonima che annuncia nuovi orrori: Stefano è stato il primo, ma non sarà l'ultimo... Poi, il caos si trasforma in silenzio, finché un'intuizione ribalta tutto, anche le storie personali, anche quella di Carlo Alberto Marchi, che si ritrova davanti a qualcosa che mai aveva visto prima. Sullo sfondo di un malinconico autunno fiorentino, Gigi Paoli ci regala il suo libro più toccante e intenso.


🌟🌟🌟🌟

Un'indagine tosta.

Tosta da eseguire, difficile da leggere. 

Qui le vittime sono due bambini e speri sempre che, almeno nel romanzo, non come la realtà, l'autore sia più indulgente e ci riservi dei finali meno duri. Questo è quello che mi sarei aspettata come madre, ma poi, riflettendoci, sarebbe stato tutto meno credibile.

Gigi Paoli è ancorato alla realtà: è giornalista. Non fa sconti. 

La scena è tutta per i due fanciulli. Tutto e tutti sono orientati alla risoluzione dei casi, non c'è spazio neanche per soffermarsi su Firenze: le prime due inchieste erano costellate di cenni sulla città.

Occorre muoversi, è urgente!

Lo scrittore abilmente trasmette questa ansia e ci coinvolge pienamente. 

Anche qui Carlo Alberto avrà un ruolo cruciale, ma donerà le sue informazioni, le sue scoperte e intuizioni alle autorità.

E' una sua caratteristica: umile e generoso d'animo. Quanti come lui sacrificherebbero uno scoop che darebbe certa visibilità in favore di indagini che richiedono il riserbo più assoluto, per avere così una conclusione rapida e certa?