martedì 13 aprile 2021

RECENSIONE LA REGINA RIBELLE

 

LA REGINE RIBELLE * Elizabeth Chadwick * TRE60 * pagg. 469 * trad. Ilaria Katerinov





Colta e bellissima, ambiziosa e spregiudicata, Eleonora d'Aquitania vive in un'epoca, il XII secolo, in cui le donne sono ridotte al silenzio e all'obbedienza. Ma lei è determinata a ribellarsi a ogni costrizione: partecipa alla seconda Crociata; divorzia dal primo marito - Luigi VII, re di Francia - e, nello sconcerto generale, sposa Enrico II d'Inghilterra, di undici anni più giovane; diventa la musa dei trovatori nella sua «Corte d'amore» a Poitiers, dove si cantano la passione e la sensualità; tratta come pedine di un gioco politico i due figli più amati, Riccardo Cuor di Leone e Giovanni. Il mondo la odia e la teme, ma non riesce a fermarla: sulla sua strada, Eleonora lascerà vittime innocenti e cuori straziati, in un turbine che finirà per travolgere lei stessa. Dalle nebbiose città inglesi all'Oriente delle Crociate, dalla Terrasanta al lusso della corte bizantina, Elizabeth Chadwick dipinge il ritratto di una donna straordinaria per la sua modernità, che ha amato, tradito, sofferto e lottato contro rivalità, odi e pregiudizi, proprio come una donna di oggi.


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Una regina con un carattere definito, deciso. Nonostante sia dovuta scendere a compromessi con la storia e con accordi matrimoniali non dettati, certo, da colpi di fulmine, risulta una donna contro corrente, con idee ferme, caparbia e straordinariamente moderna. In questo primo libro della trilogia dedicata dalla Chadwick a Eleonora d’Aquitania, assistiamo agli eventi storici che vanno dai 13 anni di Alienor (l’autrice specifica che è il nome con cui si riferiva a se stessa e che appare sui documenti ufficiali anglosassoni) al suo viaggio verso l’Inghilterra per diventarne regina.

Eleonora è destinata ben presto a diventare moglie di Luigi, re di Francia, distolto dai suoi progetti ecclesiastici per chiudere un accordo che lo porterà al controllo dell’Aquitania.

Un matrimonio che vive la sofferenza per un erede maschio che non arriva, e che il Francese attribuisce a una non benevolenza di Dio per la condotta, a suo dire, non consona a quella di una regina. Un pensiero, quello di Luigi, che lo devasterà e condizionerà le sue scelte politiche. Dopo diversi anni Alienor otterrà l’annullamento diventando così nuovamente appetibile tanto da rischiare di essere rapita da coloro che ambivano ai suoi possedimenti. Il fortunato sarà Enrico d’Inghilterra, di undici anni più giovane. Un matrimonio che si rivela sin da subito proficuo sotto diversi aspetti, soprattutto quello relativo alla prole. Nasce subito, infatti, Guglielmo. Dopo la morte di Eustachio, cognato di Luigi, figlio di Stefano, viene meno l’ultimo ostacolo alla pace in Inghilterra e si apre la possibilità di un accordo. Stefano, infatti, venuto meno l’unico figlio che possedeva il vigore e la giovinezza che a lui mancava, è costretto a un accordo con Enrico: gli cederà la corona, ma solo alla sua morte. Questa arriverà, implacabile, dopo pochi mesi, a causa di una dissenteria, e Alienor ed Enrico salperanno verso l’Inghilterra per diventare i nuovi regnanti.

La scrittura dell’autrice scozzese si rivela molto semplice, a volte troppo, presentando alcuni punti un po' aridi di descrizioni, sia dei personaggi sia degli ambienti. La lettura, comunque, non è stata noiosa. Le vicende storiche infatti, arricchite in questo caso da licenze e ricostruzioni dell’autrice (evidenziate in modo professionale dalla stessa con note al termine del libro), hanno fatto da forte traino fino alla conclusione del romanzo. 


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