lunedì 10 maggio 2021

RECENSIONE COME UN RESPIRO

COME UN RESPIRO * Ferzan Ozpetek * Mondadori * pagg. 168

 

È una domenica mattina di fine giugno e Sergio e Giovanna, come d'abitudine, hanno invitato a pranzo nel loro appartamento al Testaccio due coppie di cari amici. Stanno facendo gli ultimi preparativi in attesa degli ospiti quando una sconosciuta si presenta alla loro porta. Molti anni prima ha vissuto in quella casa e vorrebbe rivederla un'ultima volta, si giustifica. Il suo sguardo sembra smarrito, come se cercasse qualcuno. O qualcosa. Si chiama Elsa Corti, viene da lontano e nella borsa che ha con sé conserva un fascio di vecchie lettere che nessuno ha mai letto. E che, fra aneddoti di una vita avventurosa e confidenze piene di nostalgia, custodiscono un terribile segreto. Riaffiora così un passato inconfessabile, capace di incrinare anche l'esistenza apparentemente tranquilla e quasi monotona di Sergio e Giovanna e dei loro amici, segnandoli per sempre. Ferzan Ozpetek, al suo terzo libro, dà vita a un intenso thriller dei sentimenti, che intreccia antiche e nuove verità trasportando il lettore dall'oggi alla fine degli anni Sessanta, da Roma a Istanbul, in un emozionante susseguirsi di colpi di scena, avanti e indietro nel tempo. Chi è davvero Elsa Corti? Come mai tanti anni prima ha lasciato l'Italia quasi fuggendo, allontanandosi per sempre dalla sorella Adele, cui era così legata? Pagina dopo pagina, passioni che parevano sopite una volta evocate riprendono a divampare, costringendo ciascuno a fare i conti con i propri sentimenti, i dubbi, le bugie.


🌟🌟🌟🌟

"...la vita scorre come un respiro. E dentro ci lascia la nostalgia per ciò che avremmo potuto fare e la consapevolezza di ciò che siamo diventate.


"La vita scorre come un respiro". Anche questo libro. Scorre in poche ore e non ti rendi conto che sembra il tempo di un respiro. Ti catalizza, ti ipnotizza senza artefizi nella scrittura e nella storia.

La storia delle due sorelle Elsa e Adele non è certo semplice, ma ciò che spiazza è proprio la semplicità con cui viene raccontata. 

Una trama, tra presente e passato intrecciata con abilità tipica (o forse no) di un regista. E così è. 

Sembra di leggere un film.

E' il racconto del rapporto tra sorelle segnato da un vincolo che sembrava indissolubile, ma che è spezzato dalla gelosia; da un segreto destinato a rimanere tale, ma che viene svelato con lo stesso movimento di chi toglie un velo da passati dimenticati, da una sofferenza che non sembra trovare guarigione.

Lo riviviamo alternandoci nel tempo (anni '70 e giorni nostri) e nello spazio (Turchia e Italia), per poi rivedere simili bugie, sentimenti e segreti nelle vite di coloro i quali hanno accolto Elsa e Adele in maniera inaspettata.

E' bastato un pomeriggio per far cadere equilibri che sembravano definitivamente stabili, ma che si dimostrano altamente precari.

Non sarà che Adele ed Elsa sono solo lo specchio dell'esistenza di Giulio ed Elena, Annamaria e Leonardo, Sergio e Giovanna?

Una lettura che dura il tempo di un respiro, ma quando, alla fine, pensi di terminare quell'attimo di apnea, Ozpetek toglie anche quella speranza con un finale che lascia a bocca aperta.


"C'è ambiguità nella sofferenza. E solo tu puoi sapere quanto me fin dove possa portare. Quando ami davvero, devi essere pronta a tutto. Al fulmine e alla tempesta… Non riesci nemmeno a distinguere la felicità dalla disperazione, perché in amore spesso l'una è la ragione dell'altra".

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