domenica 2 maggio 2021

RECENSIONE LA STREGA DEL RE

 

LA STREGA DEL RE * Tracy Borman * editore Beat * trad. Chiara Brovelli * pagg.416



Inghilterra, 1603. Nel mese di marzo, l'ultima monarca della dinastia Tudor, Elisabetta I, muore ponendo fine all'età che porta il suo nome, un'epoca di grande espansione e fioritura culturale dell'Inghilterra, segnata da geni quali Shakespeare, Bacon, Marlowe, Spenser. Nei giorni successivi alla scomparsa di Elisabetta, Lady Helena, moglie del tesoriere di Sua Maestà, e sua figlia Frances si affrettano a raggiungere la loro tenuta di Longford, nel Wiltshire. Nella ristretta cerchia della corte vicina alla monarca, le due donne occupavano un posto particolare, al punto tale da assistere la regina nelle sue ultime ore di vita. Al suo capezzale, la giovane Frances, esperta nell'arte della guarigione, stringeva tra le mani un mortaio da cui si levava l'aroma pungente di un unguento utile ad alleviare il trapasso dell'amata sovrana. Guardate con diffidenza dal resto della corte, le due donne tornano alla vita tranquilla nella tenuta del Wiltshire, finalmente lontane dagli intrighi e dal vento di cambiamento, sospetto e paura portato con sé dal nuovo sovrano arrivato dalla Scozia, Giacomo I. Il nuovo monarca non ha esitato a rendere pubblica la sua repulsione verso tutte le tradizioni difese dalla defunta regina, in nome di una rigida osservanza della fede protestante. Determinato a piegare i sudditi alla sua volontà, ha dichiarato guerra alle superstizioni e alla stregoneria, affermando di essere stato incaricato da Dio di annientarle, al punto che il primo consigliere, Lord Cecil, si appresta a redigere un nuovo atto contro la stregoneria. Qualunque pratica ritenuta attinente alla magia sarà punibile con la morte, compresa l'arte della guarigione. La fragile pace di Longford viene presto turbata dall'arrivo del conte di Northampton, zio di Frances e membro del consiglio reale, intenzionato a ricondurre la nipote a corte per riportare la famiglia della sorella nelle grazie del re. A patto, però, che la giovane donna lasci perdere «l'insana mania per piante e pozioni», una mania per la quale è tutt'altro che impossibile il rischio di ricevere il marchio di strega prima ancora di mettere piede a St James. Sullo sfondo di un'Inghilterra in preda a complotti e cospirazioni, come la celebre Congiura delle polveri, Tracy Borman ci regala il ritratto di una nuova eroina, una donna coraggiosa che non esita nemmeno davanti alle prove più ardue che il destino le riserva.

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Inizi del 1600. Tracy Borman ci porta a vivere un periodo storico segnato dalla questione religiosa e dalla difficoltà di un re, Giacomo I, di farsi accettare dal popolo inglese dopo la morte dell'ultima rappresentante della dinastia dei Tudor.

L'odio verso i Cattolici inglesi porterà questi ultimi ad organizzare il complotto conosciuto come "la Congiura delle polveri": un attacco dinamitardo ideato da Robert Catesby per uccidere re Giacomo I e suo figlio Enrico, principe di Galles. 

In questo contesto storico conosciamo la figura di Frances, donna benvoluta dalla regina Elisabetta I soprattutto per le sue doti di abile guaritrice dovute alle conoscenze delle proprietà taumaturgiche delle piante. 

Questa sua "insana mania per piante e pozioni" la porterà a doversi difendere dalle accuse di stregoneria mosse da quella parte di corte che non aveva mai visto di buon occhio la regina ormai prossima alla morte. 

Le  piante, le erbe, i fiori la chiamano, e lei non resiste. Non riesce a starne lontano. Ciò che offrono è di gran lunga superiore al rischio di essere scoperta. 

Frances si difenderà puntando sulla fede in Dio e verrà ascoltata grazie all'intervento della Provvidenza che si manifesta nella persona di Thomas Wintour, avvocato che svolge affari per la regina Anna. Frances si trova a vivere costretta a nascondere non solo la sua passione fitoterapica, ma anche quella per un amore difficile da vivere in una società in cui il matrimonio per amore non veniva contemplato.


"Frances aveva l'impressione di vivere in un'era in cui la coscienza delle persone doveva girare alla velocità di una banderuola segnavento"


Il libro ti cattura, ti ammalia sin dalle prime pagine. E' il caso di dire che ti strega, ti stordisce con la sua scrittura fatta di profumi, ti unge con i suoi unguenti per catapultarti nel suo mondo, nel suo tempo.
Scorrendo le righe sembra di percepire in modo nitido "la fragranza della salvia, il profumo penetrante dell'erba cipollina e del rosmarino aromatico, in un miscuglio inebriante".

La penna della Borman si sposa con la storia e lascia il desiderio di odorare ancora spezie ed erbe pestate nel mortaio maneggiato dalle abili mani di Frances e di vivere con fermezza e coraggio il suo credo e il suo amore.

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