giovedì 15 luglio 2021

RECENSIONE L'ACQUA DEL LAGO NON E' MAI DOLCE

 

L' ACQUA DEL LAGO NON E' MAI DOLCE * Giulia Caminito * edito Bompiani * pagg. 297



Odore di alghe e sabbia, di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d'acqua: sulle rive del lago di Bracciano approda, in fuga dall'indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, madre coraggiosa con un marito disabile e quattro figli. Antonia è onestissima e feroce, crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua figlia femmina a non aspettarsi nulla dagli altri. E Gaia impara: a non lamentarsi, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo, a leggere libri e non guardare la tv, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe e l'infelicità dove nessuno può vederla. Ma poi, quando l'acqua del lago sembra più dolce e luminosa, dalle mani di questa ragazzina scaturisce una forza imprevedibile. Di fronte a un torto, Gaia reagisce con violenza, consuma la sua vendetta con la determinazione di una divinità muta. La sua voce ci accompagna lungo una giovinezza che sfiora il dramma e il sogno, pone domande graffianti. Le sue amiche, gli amori, il suo sguardo di sfida sono destinati a rimanere nel nostro cuore come il presepe misterioso sul fondo del lago.

🌟

Ho difficoltà a scrivere il mio pensiero su questo romanzo. Ho dovuto leggere diverse recensioni positive per capire se e dove avessero individuato gli elementi, anticipati nella sinossi del libro, che avevano destato il mio interesse. Devo confessare che loro li hanno individuati, a me sono sfuggiti: non ho notato nessuna sfumatura psicologica della protagonista, nessuna dinamica nella trama, nessun argomento mi è parso emergere dalla storia.

Qual è stato il motivo?

La scrittura della Caminito.

Una scrittura che è stata definita asciutta, e concordo, ma che per me è stata qualcosa di più: arida. Arida di sentimenti, ma ricca, tanto ricca di virgole che animavano (e forse è l'unica cosa) elenchi infiniti, interminabili di emozioni, situazioni che diventano noiosi rendendo tutto piatto.

Aggiungo che i discorsi, seppur diretti, non sono identificabili da virgolette e due punti. La lettura quindi è diventata per me più difficoltosa.

Una protagonista che definirei paranoica con un forte vittimismo che la contraddistingue.

Assolutamente sconsigliato.

L'unica cosa che mi è piaciuta è stata la copertina!


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