domenica 8 agosto 2021

RECENSIONE LA FRAGILITA' DEGLI ANGELI

 

LA FRAGILITA' DEGLI ANGELI * Gigi Paoli * Giunti editore * pagg. 304





Sono giorni di angoscia per Firenze dopo la misteriosa scomparsa di un bambino di quattro anni che stava giocando nel giardino della sua casa in collina: di lui rimane solo la piccola bicicletta grigia, appoggiata a un albero. Mano a mano che passano i giorni, le speranze di ritrovare Stefano in vita si affievoliscono, e in città si torna a respirare lo stesso terrore dei tempi del "Mostro", il famigerato serial killer che uccideva e mutilava le coppiette appartate in campagna. Per il giornalista di cronaca giudiziaria Carlo Alberto Marchi e il suo collega della "nera", l'Artista, sono ore di ansia e lavoro frenetico fra la redazione, i luoghi del delitto e un Palazzo di Giustizia sempre più cupo, proprio come il suo soprannome: Gotham. Un'inchiesta serrata che non dà tregua agli inquirenti, la tenace pm Simonetta Vignali, grande amica di Marchi, e il capo della Mobile Settesanti, segnato da un passato violento che non gli concede sconti. A dare una svolta alle indagini sarà l'inaspettata confessione di uno studente di psicologia: è stato lui a uccidere Stefano, per poi abbandonarne il corpo sulle rive dell'Arno. Sta dicendo la verità? O si tratta solo di un mitomane? E mentre le sponde del fiume vengono battute a tappeto, un altro colpo di scena riaccende la paura. In una celebre basilica sulle oscure colline di Firenze viene ritrovata una lettera anonima che annuncia nuovi orrori: Stefano è stato il primo, ma non sarà l'ultimo... Poi, il caos si trasforma in silenzio, finché un'intuizione ribalta tutto, anche le storie personali, anche quella di Carlo Alberto Marchi, che si ritrova davanti a qualcosa che mai aveva visto prima. Sullo sfondo di un malinconico autunno fiorentino, Gigi Paoli ci regala il suo libro più toccante e intenso.


🌟🌟🌟🌟

Un'indagine tosta.

Tosta da eseguire, difficile da leggere. 

Qui le vittime sono due bambini e speri sempre che, almeno nel romanzo, non come la realtà, l'autore sia più indulgente e ci riservi dei finali meno duri. Questo è quello che mi sarei aspettata come madre, ma poi, riflettendoci, sarebbe stato tutto meno credibile.

Gigi Paoli è ancorato alla realtà: è giornalista. Non fa sconti. 

La scena è tutta per i due fanciulli. Tutto e tutti sono orientati alla risoluzione dei casi, non c'è spazio neanche per soffermarsi su Firenze: le prime due inchieste erano costellate di cenni sulla città.

Occorre muoversi, è urgente!

Lo scrittore abilmente trasmette questa ansia e ci coinvolge pienamente. 

Anche qui Carlo Alberto avrà un ruolo cruciale, ma donerà le sue informazioni, le sue scoperte e intuizioni alle autorità.

E' una sua caratteristica: umile e generoso d'animo. Quanti come lui sacrificherebbero uno scoop che darebbe certa visibilità in favore di indagini che richiedono il riserbo più assoluto, per avere così una conclusione rapida e certa?

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