lunedì 27 settembre 2021

RECENSIONE SORTILEGI

SORTILEGI * Bianca Pitzorno * Bompiani editore * pagg. 141 




Mentre infuria la peste del Seicento, una bambina cresce in totale solitudine nel cuore di un bosco e a sedici anni è così bella e selvatica da sembrare una strega e far divampare il fuoco della superstizione. Un uomo si innamora delle orme lasciate sulla sabbia da piedi leggeri e una donna delusa scaglia una terribile maledizione. Il profumo di biscotti impalpabili come il vento fa imbizzarrire i cavalli argentini nelle notti di luna. Bianca Pitzorno attinge alla realtà storica per scrivere tre racconti che sono percorsi dal filo di un sortilegio. Ci porta lontano nel tempo e nello spazio, ci restituisce il sapore di parole e pratiche remote – l’italiano secentesco, le procedure di affidamento di un orfano nella Sardegna aragonese, una ricetta segreta – e come nelle fiabe antiche osa dirci la verità: l’incantesimo più potente e meraviglioso, nel bene e nel male, è quello prodotto dalla mente umana. I personaggi di Bianca Pitzorno sono da sempre creature che rifiutano di adeguarsi al proprio tempo, che rivendicano il diritto a non essere rinchiuse nella gabbia di una categoria, di un comportamento “adeguato”, e che sono pronte a vivere fino in fondo le conseguenze della propria unicità. Così le protagoniste e i protagonisti di queste pagine ci fanno sognare e ci parlano di noi, delle nostre paure, delle nostre meschinità, del potere misterioso e fantastico delle parole, che possono uccidere o salvare.




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Tre racconti che hanno come protagonista il sortilegio presente nelle credenze popolari, nelle storie che si tramandano di generazione in generazione e testimoniate da scritte e oggetti conservati in musei e biblioteche. 

Se questo fil rouge ha destato la mia curiosità, la stessa non è stata mantenuta viva dalla lettura: il primo racconto infatti,  intitolato "La strega", per il suo linguaggio tipico degli scrittori del '600 è' risultato pesante e difficile da seguire.

Gli altri due racconti, seppur più semplici nella lettura e con delle storie sottostanti interessanti, si sono rivelate un pò aride, lasciandomi un senso di sete non appagata.



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